PRESENTAZIONE

 

 

ARTE E GIOCO

Quando si parla dei rapporto tra gioco e cultura, il pensiero subito corre allo storico Huizinga ed ai suo "Homo ludens" del 1939, libro che ho indicato la via da percorrere per affrontare il problema del gioco nelle culture umane da una prospettiva non solamente storica, ma anche antropologico, sociologica e linguistica in modo da rendere giustizia della complessità della pratico del gioco e dei suoi valori simbolici.

Ma oggi in "Homo ludens" il lettore avverte una specie di stranezza, e cioè il numero assai limitato di pagine che sono dedicate al rapporto tra gioco ed arti figurative. Huizinga attribuisce la sostanziale estraneità delle arti figurative al gioco, da un lato a causa delle limitazioni formoli della materia, di cui gli artisti si servono, e dall'altro a causa della serietà e gravita dell'atto creativo artistico.

Di fatto, Huizinga si riferisce ad una concezione dell'arte, per così dire, classica e idealizzante, concezione non ancora messa in discussione.

Il percorso dì molte avanguardie del secolo passato ha significato proprio mettere in discussione la vecchia concezione dell'arte e, perché no, lasciare sempre più spazio al gioco in generale ed anche al gioco scherzoso, all'(auto)ironia, fino ad identificare in alcuni casi la pulsione e la produzione ludica con l'ispirazione e la creazione artistica.

I cosiddetti primitivi, prima di tutto dell'arte negro, hanno insegnato ai vari Picasso, Brancusi.,. un'espressività "primordiale", per così dire più diretta o immediata, una nuova libertà che scacciasse i mostri ingombranti dello

tradizione occidentale, di una cultura asfittica, per riprendere il titolo di un famoso libro dì Dubuffet,

Percorrendo vie diverse, ma nella stessa direzione, il gioco ha trovato il suo spazio nell'arte e a volte è diventato opera d'arte: basti pensare alla filosofìa che anima il Dadaismo, al Circo di Calder, alle macchine dì Tì'ngueiy, ai Ready Made di Duchamp, ai Surreaiismo con i suoi automatismi, senza dimenticare i giochi iinguistid combinatori di Queneau e deii'OULIPO, per citare soia alcuni esempi.

li giocattolo, oggetto fisico, e l'attitudine iudìca, disposizione dello spìrito, divengono come filtro tra l'immaginano e io realtà, filtro che permette di vedere con nuovi occhi l'ambiente in cui viviamo in modo tale da modificare, secondo una sempre diversa prospettiva, gli oggetti e tutto ciò che ci sta intorno.

L'arte contemporanea ha imparato dai campi più svariati dell'arti già nato, dell'industria, delia tecnologìa a riutilizzare e modificare e reinventare i materiali più diversi. Tutto questo è stato possìbile anche e soprattutto grazie all'attitudine ludica degli artisti che dai bambini hanno appreso a separare dalla dimensione utilitaristica e produttiva tutto ciò che è a portata di mano, dalla materia grezza ai prodotti industriali e tecnologici.

Questa rassegna ad Albana di Lucania vuole proporre una riflessione degli artisti sul tema del gioco e del giocattolo che diventano, quindi, il soggetto stesso dell'opera d'arte.

La mostra è il primo atto di un percorso più lungo, che mira soprattutto al recupero e alla conservazione dei giocattoli popolari e tradizionali, dei giocattoli poveri e dei giochi di strada, destinati altrimenti a scomparire.

Pro/. Angelo Baj

 

 

PRESENTAZIONE E RINGRAZIAMENTI

Nel piano delle attività culturali e di promozione educativa e turistica, l'Amministrazione Comunale di
Albana di Lucania, in collaborazione con l'Università degli Studi di Bari -Facoltà di Scienze della Formazione- e con
l'Istituto Comprensivo Statale, raggruppante le scuole dell'obbligo di Albana, Trivigno e Brindisi Montagna, ha
avviato il progetto A.R.C.A. GIÒ, Attività di Recupero, Costruzione e Animazione di giochi e Giocattoli della Tradizione Popolare.

II progetto, finalizzato alla ricerca, alla documentazione e alla valorizzazione del patrimonio ludico tradizionale nel suo aspetto creativo e manuale, sociale e culturale, ricreativo e formativo, ha come obiettivo l'allestimento di un "museo del giocattolo povero e del gioco di strada".

Oltre alla struttura museale, ad una biblioteca e ad altre attività connesse, il progetto ha previsto uno "Spazio-Arte" destinato all'esposizione permanente di opere d'arte, attinenti al mondo ludico e donate da artisti di chiara fama.

A tale scopo è stata programmata ad Albana questa "Rassegna di Arte Contemporanea sul tema: Giochi e Giocattoli", riservata a noti artisti di tutte le regioni italiane e ad alcuni stranieri, esclusivamente su invito.

L'adesione di più di centocinquanta artisti, diversi per tecniche, per tendenze, per origini regionali, nazionali o etniche; i loro consensi, soprattutto, e gli incoraggiamenti unanimi, attestati dalla donazione ali' A.R.C.A. GIÒ di quasi tutte le opere inviate (oltre duecentoventi); i giudizi lusinghieri e gli auspici di sprono a proseguire nell'iniziativa, pervenuti dai Ministeri e dagli Enti patrocinanti, confermano la validità del progetto.

A tutti costoro, Autorità ed Artisti, va il nostro ringraziamento più sentito per il loro contributo alla realizzazione di questo polo artistico-culturale incentrato sul mondo ludico.

Nella prospettiva, tesa al recupero e alla riproposta di un importante aspetto del nostro passato storico, saranno promosse altre attività connesse alla tematica del gioco, convinti come siamo che l'uomo, quando gioca, vive.

Il Sindaco

          Dott. Franco Adamo

 

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